Tommaso Rosso Chioso - Personal website

Why SMART?

Una rappresentazione di smart city secondo e-gazette.it

Una rappresentazione di smart city secondo e-gazette.it

 

Per comprendere il concetto di "smart" e capire come può influenzare la nostra vita di tutti i giorni, occorre partire un po' da lontano.
Noi che significato conosciamo di questa parola? Wikipedia, strano a dirsi, non tratta in generale questo argomento; se cerchiamo sul suo sito possiamo leggere al riguardo di smart cities, smart grids, della omonima casa automobilistica tedesca fondata nel 1996 e conoscere più o meno vita morte e miracoli di un gruppetto di persone che fanno Smart di cognome.
"Smart" sta diventando purtroppo una parola di moda; rischia di venire abusata ed utilizzata da gente che non ne conosce nemmeno il significato, quasi uno status symbol, un "prezzemolo" da aggiungere quà e là in mezzo a frasi che di senso compiuto forse non ne avevano già troppo in partenza.
"Smart" in generale è un aggettivo.
Smart cities, ad esempio, sono città dove vengono forniti servizi di buon/ottimo livello, mirati a specifiche funzioni, fruibili ed alla portata di tutti, resi in modo sostenibile per donare al cittadino un'elevata qualità di vita, con attenzione alla interazione sociale, al lavoro ed alla ricerca delle imprese, alla gestione ottimale di risorse e spazi a disposizione.
Le smart grids sono reti elettriche intelligenti formate da sensori ed elaboratori che raccolgono e trattano più o meno grandi quantità di informazioni con l'obiettivo di modellare aspetti e situazioni della vita reale per ridurre costi di utilizzo delle risorse, individuare aree di miglioramento, effettuare la diagnostica, integrare un grande numero di microproduttori di energia o supportare le decisioni. Calcoli ed elaborazioni che vengono effettuate in automatico, cambiando il ruolo di chi ci lavora, da esecutore di una (a volte mastodontica) attività ripetitiva di cui nella stragrande maggioranza di casi ne ignora il significato, a mansioni più elevate (gestione delle elaborazioni o decisioni strategiche conseguenti, ad esempio).
Infine la Fortwo, è in effetti un po' smart oltre che essere, di fatto, una Smart! Piccolo gioco di parole per spiegare come ad un'auto di marchio "Smart" (casa-automobilistica-tedesca-fondata-nel-1996, già citata sopra) le si addica il concetto di smart (quello di cui stiamo parlando). E' piccola quanto basta per girare in sicurezza nelle nostre affollate città (spesso tutt'altro che smart cities...), essere parcheggiata nello spazio in cui ci starebbe un'Ape Piaggio, efficiente nei consumi, e con solo due posti, perché nella stragrande maggioranza dei casi le auto in città hanno un solo posto occupato.
Aiutandomi anche con questi tre esempi mi sono fatto una idea di cosa voglia dire "SMART"; la/lo è un oggetto, una idea, uno stile, comportamento, una cosa che:
- permetta di gestire efficacemente le risorse, in particolare il tempo: nella società moderna dove impegni e occupazioni lasciano poco tempo a disposizione per se stessi, fa la differenza avere anche solo un quarto d'ora libero in più tutti i giorni;
- minimizzi l'impatto dell'uomo sull'ambiente: ossia ci permetta di vivere in modo da far pesare il meno possibile la nostra presenza sul pianeta Terra, per permettere anche domani a noi ed ai nostri figli di poter godere della bellezza che la natura ha da offrirci;
- serva veramente l'essere umano: sia producendo qualcosa di materiale, che rendendo un servizio, al contrario di prodotti e servizi per i quali siamo quasi quasi noi a doverci curare di loro;
- lavori in autonomia, lasciando all'essere umano tempo e modo di occuparsi di quanto le macchine non sono in grado di fare: se una attività ripetitiva, necessaria ma senza valore aggiunto per chi la svolge, viene realizzata da una macchina, noi possiamo occuparci di attività di livello più elevato, il che permette di utilizzare meglio il nostro cervello; 
- interagisca in via continua con l'uomo e le altre "cose": lo scambio di informazioni è fondamentale in un contesto smart per condividerle e permettere ai vari attori smart di funzionare di conseguenza ed in dipendenza da quanto ricevono.
 
Cosa potrebbe diventare smart e cosa lo è già, anche se non lo sappiamo? Lo vediamo la prossima puntata!

No Facebook in 5 punti

In questo post vi spiegherò perché non sono iscritto a Facebook e perché non ho nemmeno intenzione di farlo.
In effetti capisco che sia un fenomeno sempre più di moda. Le persone iscritte sono tantissime continuano ad aumentare.
Perchè dunque non aggregarsi?
1.: Perché Facebook richiede una marea di dati personali che non ho intenzione di divulgare, soprattutto a Facebook stesso [1];
2.: Perché i dati che mi obbligano ad inserire e quanto altro divulgo tramite Facebook viene utilizzato per svolgere agguerrite campagne di marketing al limite del lecito e comunque decisamente invasive [2],[3]
3.: Perchè ho già un sito personale e non ho bisogno di un clone standardizzato;
4.: Per il fosco e poco invidiabile Curriculum di alcuni dei suoi fondatori: ragazzi, c'è pure la CIA di mezzo, e non sono leggende!! [4],[5];
5.: Perché ritengo che il contatto reale e fisico con il nostro mondo non è sostituibile tramite un social network.

Insomma: Facebook impone deroghe non indifferenti alla nostra privacy, usa le nostre informazioni, abitudini e preferenze per fare lucro (oggi) e chissà cosa altro in futuro e ci da un sistema che, a detta di chi l'ha provato, dopo qualche tempo di utilizzo (e dopo avere ritrovato chi non vedevi da tempo e avere scambiato quei due convenevoli per stare in linea con Facebook stesso (che ipocrisia!)) stanca e viene abbandonato.
Che dite, è un po' poco per quello che chiede in cambio? [6]


Fonti:
[1]: http://www.giornalismi.info/gubi/articoli/art_1182.html
[2]: http://corsodicrm.wordpress.com/2008/06/14/marketing-e-social-network-il-caso-di-beacon/
[3]: http://en.wikipedia.org/wiki/Facebook_Beacon
[4]: http://money.cnn.com/2007/11/13/magazines/fortune/paypal_mafia.fortune
[5]: http://www.guardian.co.uk/technology/2008/jan/14/facebook
[6]: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5266

Articoli meno recenti

Questo sito fa esclusivamente uso di cookie tecnici. Per conseguenza, nessun banner è dovuto e nessun consenso è richiesto, in base alla normativa UE 2016/679 (GDPR)

Privacy Policy